Toros, no gracias!

 

 

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El encinar, con la tarda luz de septiembre, esculpe cada relieve. El toro, negro como la brea, pastando silencioso, parece hecho de oro.

Un animal precioso de forma esbelta y vida de ocioso.

Al cual, por estas partes tienen reservado un horrendo final. En humano cruel proceder de roja sangre sin sed.

Esas criaturas perfectas que mi vista cada día alegran, solo les dejan vivir para morir.

En un sufrir sin fin. Para el bárbaro deleite de salvajes y sádicas huestes.

Digo no a las corridas de toros.


 

 

 

Respuesta para Attilio Folliero

Buenos días a todos. Esta entrada nace por un intercambio de comentarios míos en el blog del politólogo italiano y residente en Caracas, Venezuela, Attilio Folliero. Podéis seguirlo en el enlace:

http://attiliofolliero.wordpress.com/

Más concretamente, mis comentarios están en:

http://attiliofolliero.wordpress.com/2011/08/30/avevamo-visto-giusto-vanno-all’attacco-dell’oro-dell’italia/

Disculparme por que escribo en Italiano, el contexto y el interlocutor lo aconsejan, así como nuestros visitantes italianos. Intentaré publicar la traducción cuando sea posible. Si alguno esta interesado en ella antes, ruego ponerse en contacto por mail, ernestosborne@hotmail.com   y os la mando. Agradezco desde aquí Attilio Folliero por la interesante conversación. Gracias a todos y buena lectura.

Para Attilio Folliero,

Caro Attilio, prendo l´impegno della mia risposta come un stimolo ad affrontare certi argomenti che voglio trattare da tempo e che guarda caso, i tuoi post me animano a farlo senza perdere altro tempo. Spero saprai perdonare i mie errori scritti.

Voglio cominciare cercando di definire brevemente quello che penso della crisi globale. A me pare che l´origine sta nella avarizia umana, nella smisurata intenzione de profitto. I grossi problemi economici attuali derivano dalla immorale distribuzione de la ricchezza. Dove pochi hanno quello che dovrebbe essere di tutti.

Per continuare dico, senza intenzioni di annoiare nessuno o dilungarmi più del dovuto, che se presenta molto difficile parlare de l´Italia nel contesto economico globale senza tenerne conto delle “curiose caratteristiche” della Repubblica.

Anticipo che il mio “intendere” la società italiana viene dal fatto che conosco Italia fin degli anni ottanta ed o vissuto in quel bellissimo paese dal 1992 al 2008. Direi giusto il periodo di iniziale speranza e posteriore delusione che va da Mani Pulite sino al inarrestabile avanzo del populismo liberale del Cavaliere, il Senatur, Maroni, Fini e Alamano. Con Veltroni, Prodi, Bertinotti, Casini e interessata combriccola.

Per impensabili combinazioni del destino nel mio frattempo italiano ho lavorato praticamente per tutti, Berlusconi, Craxi y Agnelli, por quel ordine. Amen de numerose circostanze professionali che mi hanno messo momentaneamente vicino a molti potenti de la industria, la politica e la cultura. Diciamo che il mio lavoro mi ha brindato una vetrina privilegiata che se affacciava al complesso de la società italiana.

Mi sono messo anche in proprio con qualche sforzo imprenditoriale di scasso successo. Quindi conosco molto bene l´economia, l`industría, il lavoro, le ricche pietanze che presidiano le magnifica tavola, l`geografia, i costumi, ecc. ecc.

Negli affetti, li ho conosciuto le due meravigliose mamme dei miei 4 figli, italiani di nascita ed spiritu. Animato per la mia perenne curiosità antropologica sono convinto di possedere, elementi a sufficienza per fare un minimo analisi. Al tempo stesso che sono ben consapevole che mai se finisce d´imparare. Per quello oggi ti scrivo.

Italia é un paese che amo profondamente dal quale ho deciso de andar via per la, a mio intendere, situazione de assoluta aberrazione politica. Così come ammiravo l´Italia de conquiste civili e manifattura bellissima. De professionali esemplari e riscatto sociale che trasmetteva al mondo negli anni 80/90. Così intensamente ripudio l´Italia collussa, del profitto illecito y la neo liberalizzazione selvaggia. Oggi la Repubblica Italiana sta nel fanalino de coda grazie a la politica suicida del paese -impresa voluto por una percentuale impressionante dei suoi concittadini.

Per essere più chiari, non posso capire un paese nel che lo Stato non controlla il 30% del territorio. Con un prodotto lordo nella economia sommersa superiore al PIB de la nazione. Governato por una retail di personaggi, tolti i buoni, di romanzo pietoso di quattro soldi. Che viaggia a velocità de crociera verso una società molto egoista e radicale. Sempre con lo share vincente di Canale5 marcando stilo.

Io sono de sinistra, intendo un modello di Stato che prime il lavoro, i servizi sociali. Una realtà fatta d´opportunità per dare il meglio. No posso assolutamente capire la sinistra italiana, tutto il giorno litigando per chi appare nella foto. Così per anni fino al crollo. Lasciando il campo aperto a orde di “microimprenditori” e lavoratori autonomi esasperati gonfiando le liste dei partiti estremisti e xenofobi de messaggio martellante e contenuto vuoto. Il Cavaliere, con il partito-holding de ben oliate perni ha fatto il resto. Dopo, quello si, di convincere per tutti i 15 anni precedenti, a tutti gli italiani, che la vita é tutta come nelle sue patetiche fiction. Don Silvio no dovra essere ricordato come politico,no. Merita essere riconosciuto come il migliore imballatore di tutti i tempi. Un venditore magistrale di sogni. E in tanto il resto dorme, Lui, con molta grazia, ha trasformato la cosa pubblica in un cortile. E il Paese in una barzelletta di cattivo gusto. Tutto in perfetta sintonia con quelli del mini stato che tengo in mezzo a Roma. Senza problemi e tutti della mano. Buono, attenzione, tutti no, Silvio lascia stare la manina de quella Rubi che credo che quello già no, quello e troppo, minorenne, bunga bunga, e sembra che adesso si, L´imperatore dovrà ritirarsi a godersi il malloppo in santa pace.

Quale é il risultato, una economia non solo ostaggio del processo de globalizazione continuo, de interessi e strategie geo-economiche-politiche mondiali. E anche pesantemente ostaggio del infetto “meccanismo” de funzionamento de l´economia. Che se traduce nei costi superiori de fino a 6 volte la media europea, la costruzione de infrastrutture pubbliche necessarie allo sviluppo del Paese. Così succede con i km de linea per l´alta velocità, con le autostrade, nella edilizia pubblica e in tanti altri settori basilari del tessuto dello Stato, come ospedali, sistema educativo, amministrazione pubblica e un lungo elenco.

Le grandi Aziende, di Stato o protagoniste nel prodotto, hanno sempre sottoposto i propri interessi a quelli della Societa e il Stato. E la politica tradizionalmente glia ha facilitato il contesto. Si Fiat guadagna il profitto rimane in famiglia, si perde, la risanano gli Italiani. In un balzello permanente di poltrone finanziere di comando politico. Lease così Prodi, il eterno professore, al suo passo per il IRI. Ma non c´e un Prodi o un tal senza alcun problema tra tutti loro. Sono troppi manager e uomini de affari nella politica italiana, dio mio.

Nel settore privato é frequente la stimolazione de pratiche delittive in barba alle leggi soltanto in nome al d´obbligo profitto a tutti costi. Como esempi più banali me vengono in mente la scassa serietà con che se lotta contro i falsi. Che prima o poi tornará come un boomerang per minare ulteriormente la fiducia internazionale nella Marca Italia. Il paese che vende sempre meravigliosamente per originale quello che non lo é. Per fare un esempio chiaro: Spagna é il maggiore produttore de Oglio d´oliva del mondo, e il suo primo cliente e Italia. Che compra l´olio spagnolo per tagliare l´olio prodotto in Italia. Da li, solo il Italiano é capace, per che sa farlo come nessuno, di aprire una bottega nella Fifty Avennue de New York, e vendere bellissime bottigliette de impeccabile presentazione e un quarto de litro di contenuto, d´olio (al 90% spagnolo,) come puro extra vergine toscano, a 20 dolares il freschetto. Lo stesso negozio lo apre un spagnolo e sicuro che non funziona. Per che il negozio italiano e sempre infinitamente più bello. De che sono serviti altrimenti secoli immersi nella migliore estetica de ogni tempo. Fenomeno che se stende a la moda, la meccanica, il antiquariato, l´artesiana y tanti altri settori della economia. Le scarpe toscane si fanno in china, i violini di Cremona pure e i dolciumi della Sperlari altre tanto.

Se dovesse individuare una sola causa o un motivo plausibile me decanterei por la perdita progressiva del concetto di moralità nel insieme della Società Italiana attuale. Ho scritto “insieme”, per sottolineare che non é una condotta de tutti e ogni uno degli Italiana. Ma se di una percentuale sufficiente che permette la instaurazione nella popolazione de pratiche abusive e illegali che vengono percepite come normalità in un crescendo de tolleranza sociale e diffusione del delitto. Molti dei “giovani” che ora sono imberbi politici, hanno cresciuto nella villetta a schiera acquisita con procedure troppo agevolate per i contatti de papa.

Oggi, Italia é governata per un più che presunto delinquente, che vede giorno dopo giorno inciampare la locomotiva e aumentare la bolletta fino a livelli impossibili. Politici capaci di lavorare seriamente nella necessaria ricostruzione morale e produttiva del paese ne vedo ben pochi nell`orizonte. Quello che se hanno voluto decenni per costruire lo vedo crollare in meno di tre lustri, con un dolore infinito. La ancora “recente” Unificazione no permette molti paragoni, Italia oggi é un paese ancora molto giovane in preda a una gravissima crisi interna, economica, politica, sociale, industriale, morale. Sono proprio curioso di vedere come ne escono di questa. Mai ho potuto capire la indifferenza sociale davanti a certe situazioni inaccettabili. Gli onestissimi circondati de mal affare. In una convivenza forzata e consentita. Italia, pure immersa nel insieme della Europa e 7ª potenza industrializzata al mondo non può essere equiparata con nessuno. E unica.

Nel aspetto strettamente della finanza, la mancanza assoluta di la necessaria “morale” di Stato ha portato le arche pubbliche a livelli d´indebitamento tali per che in Italia, parte de esse denaro che bisognará restituire, ha stato rubato impunemente per anni. In tutti i paesi c´e corruzione, nessuno e un santo. Nel terzo mondo lastra lo sviluppo degli Stati. Nel mondo Occidentale e molto più discreto il livello de corruzione ed é molto più castigata. In Germania se paghi il volo della amante con la carta di credito del Ministero ti cacciano via subito con grosso scandalo, In Francia sono abbastanza severi con il fenomeno, e così nella gran maggioranza dei paesi civili e moderni. In Italia, e parte del gioco, istituzionalizzata con mille trucchi e società fantasma di paradisi fiscali, onnipresente in molti settori della economia. Tal volta, con metodi de dissuasione para quelli molto discoli, conosciuti nel mondo intero. Grazie a la impeccabile azione permanente di stampa che la “organizzazione” orquestra nei propri conglomerati di comunicazione.

Posso anche cercare d´ipotizzare una spiegazione nel carattere di particolare addatazione che ha congenito l´italiano contemporaneo, figlio della Repubblica. Italia e una nazione composta, come tante altre, per la unificazione in uno stesso territorio, di tante altre nazione diverse. La vasta ricchezza in dialetti ne costituisci la più evidente prova. Italia praticamente da sempre ha subito numerose invasioni, e occupazioni nel protrarne dei tempi. I suoi abitanti, in un certo modo, sono geneticamente preparati per fare credere al invasore di turno di essere veramente sottomessi, e al tempo stesso mantenere intatte le proprie identità. Da Roma al´Impero, I Barbari, gli Spagnoli, La Serenissima, I Francesi, L´Austria tra altri, hanno sottomesso per lunghi periodi vaste porzioni del territorio. Italia e una nazione di gente molto abituate a la necessita imperiosa di adattarsi al vicino, anche queste fosse nuovo e imposto.

Solo questa ragione potrebbe spiegare per me, il fatto assolutamente eccezionale in tutto il mondo occidentale, della convenienza de la Società con il lato oscuro. Dove tutti guardano di un altra parte per che necessariamente no sono de accordo o hanno paura. Tanti, per che é quello che conviene fare e gli sta comodo. Così la vita segue e tutti guadagniamo qualcosa.

Al tempo che e doveroso segnalare i numerosi esempi di ineguagliabile coraggio che convivono in questa cruda realtà. Senza dimenticare grandi nomi nella lotta al crimine organizzato troppe volte abbandonati a le loro scontante sorti per lo steso Stato che cercavano di difendere. Non solo di un esemplare Falcone, di un fedele Borsellino, di Libero Grassi, ne tanto meno di un stranamente stroncato Di Pietro é fatta quella lotta tra Davide e Golia. Purtroppo é portata avanti in modo odierno, giorno dopo giorno, in silenzio nella giungla de criminosi interessi intralciati, per centenaria, miglia de pubblici funzionari, sotterrati in vita. In mezzo di letali misure di sicurezza, che distruggono gli affetti più saldi. Indagini di risultato chiaro che troppo spesso se rilevano vane per l ´ennesima legge ad doc. Sforzi ingenti che richiedono alte dosi di umano coraggio, estenuanti ritmi di lavoro, e molta perseveranza buttate in aria da una scadenza opportunamente inventata a vantaggio del crimine. Questa é la Italia de oggi, assolutamente unica nel suo intorno. Non paragonabile a nessuno e per tanto un caso a se. No certo voglio dire che Italia se merita la crisi. Assolutamente no, la crisi, se sa, é un fatto globale, é il sistema così intesso non tira più. E trascina tutti gli operatori coinvolti. Italia si, in quel senso non é diversa agli altre nazioni del blocco occidentale tutto in crisi. Ma in Italia la situazione si presenta molto, ma molto più complicata, per che é il unico paese di tutto il blocco con un cancro in metastasi in libera espansione nel suo sistema. Per quello, Italia si troverà con una crisi diversa, dentro della stessa crisi globale. Per che deve ricostruire il suo concetto di moralità nella propria società. Modificare radicalmente il grado di tolleranza, direi quasi di assuefazione al fatto criminale. La cittadinanza de Italia, prima o poi dovrà assumere il alto prezzo a pagare per la convenienza con il crimine. Il territorio di un Paese deve essere assolutamente sotto controllo dello Stato. Tanto come la legalità della economia, la lotta contro l´ingente evasione, il lavoro sommerso o le truffe ai danni del cittadino. Italia no se merita la crisi, no, come qualsiasi altro, al tempo che considero indubbio che al Paese, la crisi lo va a scuotere per bene. Per che qualcuno dovrà pagare per i cocci rotti in tutti questi anni. La fattura si presenta salatissima per che in Italia, caso unico, Il furto é stato di dimensione “bibliche”, sempre con Roma presente.

Detto questo, che non é poco, che possiamo dire de la situazione lavorale-produttiva-economica attuale. Che evidentemente hai molta ragione.

A me pare che l´origine della crisi sta in una smisurata intenzione de profitto. I grossi problemi economici attuali derivano dalla immorale distribuzione de la ricchezza. Dove pochi hanno quello che dovrebbe essere di tutti.

Il modello sembra esaurito, ma sono sicuro, che come tante altre volte, già sarà riciclato e nel processo rimarranno in tanti ai lati del camino. Il concetto quasi cooperativistica di tanto lavoro per tutti, lavorando tutti meno ore mi sembra abbastanza idealista in un sistema puramente meritocratico. Tutto quello che ho in differenza al altro si deve al mio impegno personale, e le interessato riconoscimento del mio capo di turno. Mi sono fatto a me stesso, ma cercando di fare il più possibile. Tante volte molto più degli altri, alcuni di loro non se hanno mai sognato manco di cercare di farlo. Queste é un mondo di differenze assurde e insultanti. Te che vivi in Venezuela , sono sicuro che di contrasti non ti mancano. C´e chi sarà un povero disgraziato ovunque, e chi sempre sarà persona e felice, o felice e persona. Questo é un mondo difficile, dove certo Bulgari, uno dei peggiori esempi di valore cero, proprietà del consorzio di prodotti di lusso francese LVMH. Il illuminato presidente di questa sofistica azienda, Bernard Arnault sta dietro di praticamente i maggiori marchi dei sogni, Moët e Chandon, Louis Vuittön, Dior, Fendi, Pucci, Loewe. Dom Perignón y altri. Tutti prodotti che non conoscono inflessioni al essere consumati generalmente per gli stessi generatori delle regolari crisi finanziere. Quindi non solo non me può sembrare un esempio di business, ma tutto dal lato opposto, sento un rifiuto viscerale a su propria esistenza. Fanno prodotti per pochi scelti che se le possono pagare quasi direi in modo metaforico, con pelle di operaio. Per certo un altro prodotto che vende il made in Italy nel mondo, e che non é più Italiano da parecchio. E Ducati,? Lamborghini?, Maserati?, Armani?, Carapelli?.

Per che lavorare tutti e aumentare la domanda?. Meglio spendiamo quei soldi in formazione, in ozio, nella casa. Per che produciamo tante cose inutili. Trenta anni fa cerano 300 modelli di automobile, adesso sono 5.600. Se uno necessita un moccio, ce ne sono trecento modelli. Le leggi si approvano per stimulare il mercato. Adesso dobbiamo cambiare tutto ogni tre anni, la macchina, la lavatrice, il phon, e così tutto il santo giorno consumando e depredando il mondo. Basterebbe togliere lo stipendio dei 500 manager più pagati nel mondo per un anno che se risolveva la povertà nel intero pianeta. Ci sono aziende con un profitto annuo superiore di molto a la soma del PIB di vari paesi mesi insieme. Signori, la meritocrazia avanza impune. Al tempo che ce ne sono molto furbi che danno tutto per dovuto e che vivono troppo bene. Insieme a paesi che fanno la fame per che così noi, Europa, America del Norte e altri civilizzate nazioni viviamo come dei nella terra. Consumando molto di più di quello che potrebbe uno moralmente disporre. Io brucio in un anno la energia che farebbe vivere decentemente a 100 persone da un altra parte non troppo lontana. Nella Socialista Spagna che io ho votato, ce ne sono più di un milione de famiglie con entrambi disoccupati. Si, pero no, nel senso che sono disoccupati in un paese di servizi sociali, e dove molte persone scritte nelle liste, percepiscono il sussidio al stesso tempo che lavorano in nero. Basta vedere i carrelli nei supermercati e le code in autostrada nel week end.

Non sono così pessimista tutto sumato. Per il momento il lavoro, a certi, non manca e il sistema molto mi temo che per un po andara avanti così. Quello che si e chiaro e che non dobbiamo lasciare di lottare mai. Per un domani più giusto e solidale. Dove il Stato democratico e sociale, faccia applicare la legge uguale per tutti.

Come disse qualcuno che apprezzo molto, il ex Magistrato Francesco Saverio Borrelli (da Presidente della Corte d’Appello di Milano durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario il 12 gennaio del 2002]: Resistere, resistere e resistere.

Sempre ci rimane la (ottusa) speranza (suicida) de che dopo lo malo sempre arriva qualcosa di buono. Sperüm

Grazie de la pazienza ed é cui che rimango volentieri in attesa di un tuo riscontro.

A presto, Ernesto Osborne

Prostitución, explotación humana e hipocresía social


Había una vez una carreterita que unía serpenteando entre pueblos dos ciudades cercanas. El progresivo abandono del campo y el auge del sector de servicios de ambas ciudades incrementaron a la par el tráfico en aquella ruta. Pronto se hizo necesario ampliar los carriles. Más tarde, la vieja carretera fue catalogada como secundaría y a su vera fue construida una más moderna auto vía. Donde los vehículos se trasladaban más veloces y numerosos. La carreterita originaria que trascurría paralela en tantos puntos se transformo en calle, poblada de numerosos polos productivos más propios del nuevo tejido económico. Con miles de mini empresitas de las más variada índole que daban vida al sistema.

Un buen día, en una curva apareció un gracioso tenderete, con colorada sombrilla y espectacular hembra semi desnuda del sol allí cobijada. En espera de gorgoritos deseosos de sus “servicios”. Aquella enseguida fue emulada por otras tantas. Al principio, pocas y solo “nacionales”. No mucho después, con los avatares de la globalización, numerosas y de todas las razas y orígenes. En breve, la organización de la “mercancía” respondía a las necesidades de mercado, con una “logística” de precisión suiza. De las señoras de media edad todas de la zona, se paso a la ucranianas adolescentes. Luego llegaron las moldavas, sustituidas por las nigerianas, reemplazadas por los travestas. Al final, a tiro limpio, se dividieron las zonas y así cada decena de kilómetros representaba una bandera diferente. Una tez diferente, un estilo diferente.

En aquellos tiempos era normal leer en los periódicos de las dos ciudades encendidas declaraciones de indignación. De compromiso político y moral de acabar con aquello. Defensores de derechos humanos, responsables de la seguridad, alcaldes de pedanías solicitadas, hombres de juicio y un sin fin de personas clamaban por el bochorno y la humillación de aquellas pobres criaturas en venta forzada a los arcenes de su vía imperial. A parte del constante ruido nada se hizo ni nada se hace en verdad para cambiar esta vergonzosa situación.

Hoy en esa carretera, conocidos empresarios de esa sociedad han construido coquetos hoteles de facturado asegurado. A la sombra del trajín humano han nacido bares y cafeterías y gasolineras y todo esta muy bonito y bien cuidado.

En solo 10 años, a los lados de esa carretera han surgido tres moteles, dos hoteles y cuatro o cinco mega restaurantes. Las prostitutas siguen allí. En un evidente y escandaloso tráfico de seres humanos con fines de explotación sexual a la vista del más ciego. Son tantas las veces que recorriendo esa ruta hacía mi cotidiano trabajo he podido observar furgonetas de 9 asientos “distribuyendo” la mercancía en el territorio con precisión milimétrica. No es raro ver los proxenetas en puntos intermedios de su negocio. Algunos están directamente detrás del capital social de alguna empresa fantasma radicada en zona y que les facilita el control del territorio. Las fuerzas de seguridad ciegas no son, así que la ausencia de combate al delito se puede solo achacar a conveniencias políticas bien desarrolladas.

Es una vergüenza a cielo abierto en la que todos dicen estar escandalizados pero el sistema no hace nada para atajar esta complicidad criminal. Es tan difícil intervenir?, no se puede “rescatar” a todas estas niñas indefensa y aterrorizadas?, no se puede investigar, seguir y arrestar a los proxenetas?, la Hacienda Pública no puede indagar sobre ciertos patrimonios?, no se pueden hacer redadas en los moteles que se han construido exclusivamente como soporte al vil negocio?.

Esta no es una historia inventada, es verdadera. No solo en esa carretera, en tantas y tantas otras. En barrios enteros, en periódicos llenos de anuncios, en sitos y páginas internet evidentes, saunas, gimnasios y tantos otros variados contextos. Detrás de los cuales, casi, casi siempre hay solo terribles historias de explotación, de violencia y de terror. Pura, dura y cruda inhumana esclavitud del Siglo XXI. Con la indiferencia generalizada y la pulcra moral del Vaticano consintiendo. Una de las grandes hipocresías de nuestros tiempos. Hasta cuando?.

Que hacemos?.

Cárcel en España

En las cárceles españolas hay en la actualidad unos 76.700 presos según diversas fuentes, con más de tres mil nuevos ingresos en 14 meses. Esas cifras nos sitúan en el país europeo con la mayor tasa de detenidos por cada 100.000 habitantes, casi 160. En 1975 esa tasa era de solo 29 reclusos.

La población carcelaria en España ha crecido en los últimos 30 años del 69%. En 1995 había en España 45.000 reclusos, a 12/12/2010 esa cifra era de 73.849.

Por primera vez en el 2011 se ha invertido un poco la tendencia disminuyendo muy ligeramente el número de presos. La tasa de saturación general de las cárceles es de el 168%. En 19 centros se supera una masificación del 200%.

España tiene una tasa de violencia inter personal entre las más bajas de Europa, con un indice de homicidios siempre en disminución. Al contrario, los crímenes contra el patrimonio son en continuo aumento. El indice de robos con violencia e intimidación es entre los más altos de Europa.

El 70% de los delitos viene cometido por españoles. Esa porcentual sube al 80% en el caso de los menores. La población reclusa extranjera representa más del 35% del total con unos 28.000 reclusos.

No encuentro por ningún lado estudios claros y determinantes que puedan relacionar el alto indice de reclusión con las presunta baja tasa de violencia por cada 100.000 habitantes en la actual sociedad Española.

Hasta el próximo número.

Brasil 7 Sociedad Racista

desde Brasilia, Brasil 09.14 am.

Siguiendo el hilo del post anterior, además de muy clasista es precisamente por ello, bastante racista. Me explico mejor. Aquí conviven gentes de todas las razas y muchas mezcladas entre ellos. Con la situación paradójica que el mulato se considera superior al moreno. Aquí no se puede decir negro. Pero es que entre los misma gente de color  hay categorías. Digamos que en su clasismo-razismo, el blanco esta en la cima y el negro oscuro oscuro en lo más bajo. El otro día vivi la desagradable situación en la que una recepcionista mulata, bastante oscura, trataba con desprecio a un chico encantador, solo un poco más oscuro que ella. Ella, una chica de color, me pregunto por el otro llamándolo negro despectivamente. Convencida.   ???

Valga de ejemplo una anécdota entre muchas. Uno de los peores insultos que se pueden lanzar entre dos personas, independientemente de su color es  “negro sin vergüenza”, junto a “lavador de coches”.

Es el racismo un problema tan evidente que en los últimos tiempos han promovido y aprobado leyes muy severas contra la discriminación racista. Que por un lado funcionan como elemento de disuasión ante comportamientos racistas, pero por otro parecen una especie de excusa legal de fachada para mantener la conciencia tranquila de una Sociedad mayoritariamente muy clasista y bastante racista.

Os cuento un episodio referido por una persona en un conocido bar de  Brasilia que se llama Beirut.  Contaba que algún día antes entró una chica blanca en dicho local y se acomodó en la barra, justo en el área reservada a los camareros. Como es un sitio con mucho trajín, un camarero la invito a ocupar otro lugar en el amplio local a lo que Ella se negó en redondo. Con mucha paciencia y educación le hicieron notar que no podía estar allí por que entre otras cosas, teniendo en cuenta la velocidad del servicio y la temperatura de los platos, si alguien tropezaba se acabaría quemando. La distinta pijita, niña bien de la sociedad, salió por peteneras diciendo que de allí no se movía por que Ella se metía donde le daba la gana, para eso era el cliente. Para rematar la faena profirió a gritos algún insulto racista al mulato camarero. De allí a pocos minutos se presento la policía que sin requerir más explicaciones que los evidentes testimonios de los presentes, esposó a la pija maleducada y racista y se la llevaron detenida.

Habéis visto en España a alguien detenido inmediatamente por proferir insultos racistas? Desde luego yo no.

Por otro lado, a parte de el enorme valor que tiene esta intención legislativa de combatir seriamente el racismo, esta no deja de ser una Sociedad intensamente clasista y a la vez, o precisamente por ello, muy racista. Donde el blanco, descendiente puro de europeos (invasores), se sigue sintiendo absolutamente superior y de hecho ocupa en la practica casi todas las esferas de poder. Esta era una sociedad indígena. La gente de color fueron traídos como esclavos  hace ya mucho por los portugueses y holandeses. Así que aquí ni blancos ni negros son originarios. Solo las siempre más amenazadas tribus indígenas se podrían considerar oriundos…..

No me digas?

Brasil 6 Sociedad Clasista

desde Brasilia, Brasil 08.41 am.

Esta es una sociedad increíblemente clasista. Existen lo que ellos llaman clase A, B, C ,D y E. Vamos por orden:

La clase A son los súper, súper ricos, lo que llaman clase alta alta. B: La clase medio alta pero ya no tan súper rica. C: La clase media, D la clase baja pero que tienen un trabajo sirviendo a los demás. E son los pobres pero no tan pobres, en el sentido que no viven en medio a la calle. A partir de ahí siguen con sus subgrupos de la miseria.

El otro día alguien me decía que es que ahora la clase D, es decir mi asistenta, viaja en avión…….

Crisis, paro y economía

desde Brasilia – Brasil  10.09 am.

Que descanso mental no oír hablar ni de crisis, ni de paro, ni de Esperanza Aguirre.

De Esperanzita y compares no tengo ganas de hablar tan temprano.

Respecto a la situación económico-financiera, que es decir lo mismo, ahora escribo estas lineas desde Brasil y puedo asegurar que las cosas son bien diferentes. Aquí por ejemplo, colonizados poco a poco por las grandes multinacionales que se empeñan en convertir todo el planeta en un supermercado, hay una palabra que no se oye por ninguna parte, Crisis. Otro asunto del que no hablan es del paro. Sencillamente lo resuelven trabajando.

De todas formas, para no alargarme demasiado, hecho siempre de menos en estos competentes análisis de pocas palabras que nos dispensan por doquier, un hecho para mi determinante. La distribución de la riqueza.

El problema de la Economía mundial es desde mi punto de vista básicamente un problema de avaricia. Hay unos pocos que ganan demasiado. Tanto, que si se distribuyera el beneficio más proporcionalmente, en el mundo no habría ningún problema de dinero.

Si no que se lo preguntes a Botín, cuyo apellido es ya todo un poema.

Me voy a currar que ya va siendo hora!

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