Respuesta para Attilio Folliero

Buenos días a todos. Esta entrada nace por un intercambio de comentarios míos en el blog del politólogo italiano y residente en Caracas, Venezuela, Attilio Folliero. Podéis seguirlo en el enlace:

http://attiliofolliero.wordpress.com/

Más concretamente, mis comentarios están en:

http://attiliofolliero.wordpress.com/2011/08/30/avevamo-visto-giusto-vanno-all’attacco-dell’oro-dell’italia/

Disculparme por que escribo en Italiano, el contexto y el interlocutor lo aconsejan, así como nuestros visitantes italianos. Intentaré publicar la traducción cuando sea posible. Si alguno esta interesado en ella antes, ruego ponerse en contacto por mail, ernestosborne@hotmail.com   y os la mando. Agradezco desde aquí Attilio Folliero por la interesante conversación. Gracias a todos y buena lectura.

Para Attilio Folliero,

Caro Attilio, prendo l´impegno della mia risposta come un stimolo ad affrontare certi argomenti che voglio trattare da tempo e che guarda caso, i tuoi post me animano a farlo senza perdere altro tempo. Spero saprai perdonare i mie errori scritti.

Voglio cominciare cercando di definire brevemente quello che penso della crisi globale. A me pare che l´origine sta nella avarizia umana, nella smisurata intenzione de profitto. I grossi problemi economici attuali derivano dalla immorale distribuzione de la ricchezza. Dove pochi hanno quello che dovrebbe essere di tutti.

Per continuare dico, senza intenzioni di annoiare nessuno o dilungarmi più del dovuto, che se presenta molto difficile parlare de l´Italia nel contesto economico globale senza tenerne conto delle “curiose caratteristiche” della Repubblica.

Anticipo che il mio “intendere” la società italiana viene dal fatto che conosco Italia fin degli anni ottanta ed o vissuto in quel bellissimo paese dal 1992 al 2008. Direi giusto il periodo di iniziale speranza e posteriore delusione che va da Mani Pulite sino al inarrestabile avanzo del populismo liberale del Cavaliere, il Senatur, Maroni, Fini e Alamano. Con Veltroni, Prodi, Bertinotti, Casini e interessata combriccola.

Per impensabili combinazioni del destino nel mio frattempo italiano ho lavorato praticamente per tutti, Berlusconi, Craxi y Agnelli, por quel ordine. Amen de numerose circostanze professionali che mi hanno messo momentaneamente vicino a molti potenti de la industria, la politica e la cultura. Diciamo che il mio lavoro mi ha brindato una vetrina privilegiata che se affacciava al complesso de la società italiana.

Mi sono messo anche in proprio con qualche sforzo imprenditoriale di scasso successo. Quindi conosco molto bene l´economia, l`industría, il lavoro, le ricche pietanze che presidiano le magnifica tavola, l`geografia, i costumi, ecc. ecc.

Negli affetti, li ho conosciuto le due meravigliose mamme dei miei 4 figli, italiani di nascita ed spiritu. Animato per la mia perenne curiosità antropologica sono convinto di possedere, elementi a sufficienza per fare un minimo analisi. Al tempo stesso che sono ben consapevole che mai se finisce d´imparare. Per quello oggi ti scrivo.

Italia é un paese che amo profondamente dal quale ho deciso de andar via per la, a mio intendere, situazione de assoluta aberrazione politica. Così come ammiravo l´Italia de conquiste civili e manifattura bellissima. De professionali esemplari e riscatto sociale che trasmetteva al mondo negli anni 80/90. Così intensamente ripudio l´Italia collussa, del profitto illecito y la neo liberalizzazione selvaggia. Oggi la Repubblica Italiana sta nel fanalino de coda grazie a la politica suicida del paese -impresa voluto por una percentuale impressionante dei suoi concittadini.

Per essere più chiari, non posso capire un paese nel che lo Stato non controlla il 30% del territorio. Con un prodotto lordo nella economia sommersa superiore al PIB de la nazione. Governato por una retail di personaggi, tolti i buoni, di romanzo pietoso di quattro soldi. Che viaggia a velocità de crociera verso una società molto egoista e radicale. Sempre con lo share vincente di Canale5 marcando stilo.

Io sono de sinistra, intendo un modello di Stato che prime il lavoro, i servizi sociali. Una realtà fatta d´opportunità per dare il meglio. No posso assolutamente capire la sinistra italiana, tutto il giorno litigando per chi appare nella foto. Così per anni fino al crollo. Lasciando il campo aperto a orde di “microimprenditori” e lavoratori autonomi esasperati gonfiando le liste dei partiti estremisti e xenofobi de messaggio martellante e contenuto vuoto. Il Cavaliere, con il partito-holding de ben oliate perni ha fatto il resto. Dopo, quello si, di convincere per tutti i 15 anni precedenti, a tutti gli italiani, che la vita é tutta come nelle sue patetiche fiction. Don Silvio no dovra essere ricordato come politico,no. Merita essere riconosciuto come il migliore imballatore di tutti i tempi. Un venditore magistrale di sogni. E in tanto il resto dorme, Lui, con molta grazia, ha trasformato la cosa pubblica in un cortile. E il Paese in una barzelletta di cattivo gusto. Tutto in perfetta sintonia con quelli del mini stato che tengo in mezzo a Roma. Senza problemi e tutti della mano. Buono, attenzione, tutti no, Silvio lascia stare la manina de quella Rubi che credo che quello già no, quello e troppo, minorenne, bunga bunga, e sembra che adesso si, L´imperatore dovrà ritirarsi a godersi il malloppo in santa pace.

Quale é il risultato, una economia non solo ostaggio del processo de globalizazione continuo, de interessi e strategie geo-economiche-politiche mondiali. E anche pesantemente ostaggio del infetto “meccanismo” de funzionamento de l´economia. Che se traduce nei costi superiori de fino a 6 volte la media europea, la costruzione de infrastrutture pubbliche necessarie allo sviluppo del Paese. Così succede con i km de linea per l´alta velocità, con le autostrade, nella edilizia pubblica e in tanti altri settori basilari del tessuto dello Stato, come ospedali, sistema educativo, amministrazione pubblica e un lungo elenco.

Le grandi Aziende, di Stato o protagoniste nel prodotto, hanno sempre sottoposto i propri interessi a quelli della Societa e il Stato. E la politica tradizionalmente glia ha facilitato il contesto. Si Fiat guadagna il profitto rimane in famiglia, si perde, la risanano gli Italiani. In un balzello permanente di poltrone finanziere di comando politico. Lease così Prodi, il eterno professore, al suo passo per il IRI. Ma non c´e un Prodi o un tal senza alcun problema tra tutti loro. Sono troppi manager e uomini de affari nella politica italiana, dio mio.

Nel settore privato é frequente la stimolazione de pratiche delittive in barba alle leggi soltanto in nome al d´obbligo profitto a tutti costi. Como esempi più banali me vengono in mente la scassa serietà con che se lotta contro i falsi. Che prima o poi tornará come un boomerang per minare ulteriormente la fiducia internazionale nella Marca Italia. Il paese che vende sempre meravigliosamente per originale quello che non lo é. Per fare un esempio chiaro: Spagna é il maggiore produttore de Oglio d´oliva del mondo, e il suo primo cliente e Italia. Che compra l´olio spagnolo per tagliare l´olio prodotto in Italia. Da li, solo il Italiano é capace, per che sa farlo come nessuno, di aprire una bottega nella Fifty Avennue de New York, e vendere bellissime bottigliette de impeccabile presentazione e un quarto de litro di contenuto, d´olio (al 90% spagnolo,) come puro extra vergine toscano, a 20 dolares il freschetto. Lo stesso negozio lo apre un spagnolo e sicuro che non funziona. Per che il negozio italiano e sempre infinitamente più bello. De che sono serviti altrimenti secoli immersi nella migliore estetica de ogni tempo. Fenomeno che se stende a la moda, la meccanica, il antiquariato, l´artesiana y tanti altri settori della economia. Le scarpe toscane si fanno in china, i violini di Cremona pure e i dolciumi della Sperlari altre tanto.

Se dovesse individuare una sola causa o un motivo plausibile me decanterei por la perdita progressiva del concetto di moralità nel insieme della Società Italiana attuale. Ho scritto “insieme”, per sottolineare che non é una condotta de tutti e ogni uno degli Italiana. Ma se di una percentuale sufficiente che permette la instaurazione nella popolazione de pratiche abusive e illegali che vengono percepite come normalità in un crescendo de tolleranza sociale e diffusione del delitto. Molti dei “giovani” che ora sono imberbi politici, hanno cresciuto nella villetta a schiera acquisita con procedure troppo agevolate per i contatti de papa.

Oggi, Italia é governata per un più che presunto delinquente, che vede giorno dopo giorno inciampare la locomotiva e aumentare la bolletta fino a livelli impossibili. Politici capaci di lavorare seriamente nella necessaria ricostruzione morale e produttiva del paese ne vedo ben pochi nell`orizonte. Quello che se hanno voluto decenni per costruire lo vedo crollare in meno di tre lustri, con un dolore infinito. La ancora “recente” Unificazione no permette molti paragoni, Italia oggi é un paese ancora molto giovane in preda a una gravissima crisi interna, economica, politica, sociale, industriale, morale. Sono proprio curioso di vedere come ne escono di questa. Mai ho potuto capire la indifferenza sociale davanti a certe situazioni inaccettabili. Gli onestissimi circondati de mal affare. In una convivenza forzata e consentita. Italia, pure immersa nel insieme della Europa e 7ª potenza industrializzata al mondo non può essere equiparata con nessuno. E unica.

Nel aspetto strettamente della finanza, la mancanza assoluta di la necessaria “morale” di Stato ha portato le arche pubbliche a livelli d´indebitamento tali per che in Italia, parte de esse denaro che bisognará restituire, ha stato rubato impunemente per anni. In tutti i paesi c´e corruzione, nessuno e un santo. Nel terzo mondo lastra lo sviluppo degli Stati. Nel mondo Occidentale e molto più discreto il livello de corruzione ed é molto più castigata. In Germania se paghi il volo della amante con la carta di credito del Ministero ti cacciano via subito con grosso scandalo, In Francia sono abbastanza severi con il fenomeno, e così nella gran maggioranza dei paesi civili e moderni. In Italia, e parte del gioco, istituzionalizzata con mille trucchi e società fantasma di paradisi fiscali, onnipresente in molti settori della economia. Tal volta, con metodi de dissuasione para quelli molto discoli, conosciuti nel mondo intero. Grazie a la impeccabile azione permanente di stampa che la “organizzazione” orquestra nei propri conglomerati di comunicazione.

Posso anche cercare d´ipotizzare una spiegazione nel carattere di particolare addatazione che ha congenito l´italiano contemporaneo, figlio della Repubblica. Italia e una nazione composta, come tante altre, per la unificazione in uno stesso territorio, di tante altre nazione diverse. La vasta ricchezza in dialetti ne costituisci la più evidente prova. Italia praticamente da sempre ha subito numerose invasioni, e occupazioni nel protrarne dei tempi. I suoi abitanti, in un certo modo, sono geneticamente preparati per fare credere al invasore di turno di essere veramente sottomessi, e al tempo stesso mantenere intatte le proprie identità. Da Roma al´Impero, I Barbari, gli Spagnoli, La Serenissima, I Francesi, L´Austria tra altri, hanno sottomesso per lunghi periodi vaste porzioni del territorio. Italia e una nazione di gente molto abituate a la necessita imperiosa di adattarsi al vicino, anche queste fosse nuovo e imposto.

Solo questa ragione potrebbe spiegare per me, il fatto assolutamente eccezionale in tutto il mondo occidentale, della convenienza de la Società con il lato oscuro. Dove tutti guardano di un altra parte per che necessariamente no sono de accordo o hanno paura. Tanti, per che é quello che conviene fare e gli sta comodo. Così la vita segue e tutti guadagniamo qualcosa.

Al tempo che e doveroso segnalare i numerosi esempi di ineguagliabile coraggio che convivono in questa cruda realtà. Senza dimenticare grandi nomi nella lotta al crimine organizzato troppe volte abbandonati a le loro scontante sorti per lo steso Stato che cercavano di difendere. Non solo di un esemplare Falcone, di un fedele Borsellino, di Libero Grassi, ne tanto meno di un stranamente stroncato Di Pietro é fatta quella lotta tra Davide e Golia. Purtroppo é portata avanti in modo odierno, giorno dopo giorno, in silenzio nella giungla de criminosi interessi intralciati, per centenaria, miglia de pubblici funzionari, sotterrati in vita. In mezzo di letali misure di sicurezza, che distruggono gli affetti più saldi. Indagini di risultato chiaro che troppo spesso se rilevano vane per l ´ennesima legge ad doc. Sforzi ingenti che richiedono alte dosi di umano coraggio, estenuanti ritmi di lavoro, e molta perseveranza buttate in aria da una scadenza opportunamente inventata a vantaggio del crimine. Questa é la Italia de oggi, assolutamente unica nel suo intorno. Non paragonabile a nessuno e per tanto un caso a se. No certo voglio dire che Italia se merita la crisi. Assolutamente no, la crisi, se sa, é un fatto globale, é il sistema così intesso non tira più. E trascina tutti gli operatori coinvolti. Italia si, in quel senso non é diversa agli altre nazioni del blocco occidentale tutto in crisi. Ma in Italia la situazione si presenta molto, ma molto più complicata, per che é il unico paese di tutto il blocco con un cancro in metastasi in libera espansione nel suo sistema. Per quello, Italia si troverà con una crisi diversa, dentro della stessa crisi globale. Per che deve ricostruire il suo concetto di moralità nella propria società. Modificare radicalmente il grado di tolleranza, direi quasi di assuefazione al fatto criminale. La cittadinanza de Italia, prima o poi dovrà assumere il alto prezzo a pagare per la convenienza con il crimine. Il territorio di un Paese deve essere assolutamente sotto controllo dello Stato. Tanto come la legalità della economia, la lotta contro l´ingente evasione, il lavoro sommerso o le truffe ai danni del cittadino. Italia no se merita la crisi, no, come qualsiasi altro, al tempo che considero indubbio che al Paese, la crisi lo va a scuotere per bene. Per che qualcuno dovrà pagare per i cocci rotti in tutti questi anni. La fattura si presenta salatissima per che in Italia, caso unico, Il furto é stato di dimensione “bibliche”, sempre con Roma presente.

Detto questo, che non é poco, che possiamo dire de la situazione lavorale-produttiva-economica attuale. Che evidentemente hai molta ragione.

A me pare che l´origine della crisi sta in una smisurata intenzione de profitto. I grossi problemi economici attuali derivano dalla immorale distribuzione de la ricchezza. Dove pochi hanno quello che dovrebbe essere di tutti.

Il modello sembra esaurito, ma sono sicuro, che come tante altre volte, già sarà riciclato e nel processo rimarranno in tanti ai lati del camino. Il concetto quasi cooperativistica di tanto lavoro per tutti, lavorando tutti meno ore mi sembra abbastanza idealista in un sistema puramente meritocratico. Tutto quello che ho in differenza al altro si deve al mio impegno personale, e le interessato riconoscimento del mio capo di turno. Mi sono fatto a me stesso, ma cercando di fare il più possibile. Tante volte molto più degli altri, alcuni di loro non se hanno mai sognato manco di cercare di farlo. Queste é un mondo di differenze assurde e insultanti. Te che vivi in Venezuela , sono sicuro che di contrasti non ti mancano. C´e chi sarà un povero disgraziato ovunque, e chi sempre sarà persona e felice, o felice e persona. Questo é un mondo difficile, dove certo Bulgari, uno dei peggiori esempi di valore cero, proprietà del consorzio di prodotti di lusso francese LVMH. Il illuminato presidente di questa sofistica azienda, Bernard Arnault sta dietro di praticamente i maggiori marchi dei sogni, Moët e Chandon, Louis Vuittön, Dior, Fendi, Pucci, Loewe. Dom Perignón y altri. Tutti prodotti che non conoscono inflessioni al essere consumati generalmente per gli stessi generatori delle regolari crisi finanziere. Quindi non solo non me può sembrare un esempio di business, ma tutto dal lato opposto, sento un rifiuto viscerale a su propria esistenza. Fanno prodotti per pochi scelti che se le possono pagare quasi direi in modo metaforico, con pelle di operaio. Per certo un altro prodotto che vende il made in Italy nel mondo, e che non é più Italiano da parecchio. E Ducati,? Lamborghini?, Maserati?, Armani?, Carapelli?.

Per che lavorare tutti e aumentare la domanda?. Meglio spendiamo quei soldi in formazione, in ozio, nella casa. Per che produciamo tante cose inutili. Trenta anni fa cerano 300 modelli di automobile, adesso sono 5.600. Se uno necessita un moccio, ce ne sono trecento modelli. Le leggi si approvano per stimulare il mercato. Adesso dobbiamo cambiare tutto ogni tre anni, la macchina, la lavatrice, il phon, e così tutto il santo giorno consumando e depredando il mondo. Basterebbe togliere lo stipendio dei 500 manager più pagati nel mondo per un anno che se risolveva la povertà nel intero pianeta. Ci sono aziende con un profitto annuo superiore di molto a la soma del PIB di vari paesi mesi insieme. Signori, la meritocrazia avanza impune. Al tempo che ce ne sono molto furbi che danno tutto per dovuto e che vivono troppo bene. Insieme a paesi che fanno la fame per che così noi, Europa, America del Norte e altri civilizzate nazioni viviamo come dei nella terra. Consumando molto di più di quello che potrebbe uno moralmente disporre. Io brucio in un anno la energia che farebbe vivere decentemente a 100 persone da un altra parte non troppo lontana. Nella Socialista Spagna che io ho votato, ce ne sono più di un milione de famiglie con entrambi disoccupati. Si, pero no, nel senso che sono disoccupati in un paese di servizi sociali, e dove molte persone scritte nelle liste, percepiscono il sussidio al stesso tempo che lavorano in nero. Basta vedere i carrelli nei supermercati e le code in autostrada nel week end.

Non sono così pessimista tutto sumato. Per il momento il lavoro, a certi, non manca e il sistema molto mi temo che per un po andara avanti così. Quello che si e chiaro e che non dobbiamo lasciare di lottare mai. Per un domani più giusto e solidale. Dove il Stato democratico e sociale, faccia applicare la legge uguale per tutti.

Come disse qualcuno che apprezzo molto, il ex Magistrato Francesco Saverio Borrelli (da Presidente della Corte d’Appello di Milano durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario il 12 gennaio del 2002]: Resistere, resistere e resistere.

Sempre ci rimane la (ottusa) speranza (suicida) de che dopo lo malo sempre arriva qualcosa di buono. Sperüm

Grazie de la pazienza ed é cui che rimango volentieri in attesa di un tuo riscontro.

A presto, Ernesto Osborne

Anuncios